| Il fenomeno arte o l'effetto vita - Presentazione del sito |
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In seguito alla recente scoperta di un invariante mondiale e dei suoi corollari nelle arti poetiche degli scrittori passati alla posterità, il sito cooperativo « Il fenomeno arte o l’effetto vita » rivolge un appello a contributo a tutti i ricercatori che desiderino fornire documenti e argomenti in riferimento alle tre interrogazioni seguenti :
Poiché si può dimostrare agevolmente che le persone competenti in fatto di arte sono gli artisti consacrati dalla posterità, e dato che sembra scontato che tutti gli scrittori hanno affinità con la tesi dell’effetto vita, porre come ipotesi di lavoro che forse tale consenso riunisce anche gli artisti delle altre discipline, costituisce un buon metodo scientifico. Proprio in questo ambito sarà interessante esplorare le attuali posizioni delle scienze umane per quanto concerne l’unidiversità dell’homo sapiens. I gruppi umani del pianeta hanno vissuto e vivono secondo culture diverse, le quali evolvono tanto da sole quanto per via dell’influenza delle altre culture. I punti di vista non solo dell’antropologia e della sociologia, ma anche della psicologia, della psicanalisi, della linguistica, della semiologia, della mitografia e della teologia hanno molto da insegnarci, tanto più che tutti questi aspetti della condizione umana sono presenti nelle opere d’arte. Noi riteniamo che la grandissima diversità delle culture non possa essere ridotta alla « natura umana » tramite la messa in luce di un denominatore comune, ma solamente tramite la scoperta di un’attitudine naturale ad inventare culture diverse sulla base di una percezione biologica e fisio-neurologica in grado di definire con esattezza la specie umana e la sua adattabilità. La nozione includente l’effetto vita asserisce dunque che l’opera d’arte riuscita è quella che crea un effetto vita nella psiche del recettore. L’effetto vita riuscito è quello che genera un’intensità vitale, una effervescenza in grado di investire tutte le singole sfaccettature di una mente e di stabilire una coerenza tra di esse. È un sistema di echi interiori, un fermento dell’anima indotto da uno stimolo che è solo un artefatto, ma un artefatto potente come lo è la vita stessa nei momenti in cui essa coinvolge tutti gli aspetti della mente-cervello. La teoria dell’effetto vita definisce dunque la qualità, ossia la bellezza di un’opera d’arte. Non basta più ricercarla nell’armonia, nell’equilibrio, nella sezione aurea, nella mimèsis, nell’estro o altrove…. essa risiede nell’integrità di una mente ricettiva prevista da una mente creatrice. L’effetto vita è quindi un invariante. Ora, in letteratura esso si abbina a invarianti corollari che sono ad esso subordinati e che esplicano le leggi del suo funzionamento. Esige materiali concreti, gradevoli, malleabili e incitativi che diano voglia al creatore come al recettore di creare, per gioco, delle forme che non lasciano indifferenti, delle forme che suggeriscono più della loro forma. Si penetra nella funzione dell’arte in modo più approfondito scoprendo l’invariante-corollario della plurivocità : si tratta di un insieme di tecniche letterarie, sonore, plastiche e dinamiche che, al pari del paragone e delle metafore, hanno per finalità di diffondere la cosa detta in tutte le facoltà della mente. In quanto all’apertura, si tratta, in un certo senso, di una tecnica inversa : essa incita la mente del recettore ad investirsi nell’opera con la propria vita interiore e la propria cultura. Infine, la coerenza è indispensabile per coordinare tutti gli invarianti-corollari tra di loro, nonché con lo stile scelto e l’argomento trattato. Per quanto riguarda la funzione della letteratura, l’invariante-corollario non esiste e ciò è dovuto al fatto che l’effetto vita è di per sé la vera funzione dell’arte : tuttavia, essendo le arti legate intimamente all’uomo nella sua totalità, i grandi creatori tendono ad aggiungere all’arte una funzione pù precisa tale, ad esempio, quella di glorificare Dio o la patria. Abbiamo quindi deciso di aggiungere, in soprannumero, la rubrica funzione dell’arte all’elenco dei nostri invarianti. Giacché ogni civiltà possiede le proprie chiavi di lettura del mondo, ne consegue che le parole che illustrano la realtà non sono immediatamente traducibili da una lingua all’altra. La cospicua rubrica del vocabolario multilingue avrà per scopo di esplorare, nel maggior numero di lingue possibile, le analogie tra le voci dei lessici delle arti. Non tutte le civiltà parlano, come quella occidentale, di « musica », di « danza », oppure di « pittura » : tuttavia, l’ipotesi nostra è che se l’arte esiste come aspetto specifico del fenomeno umano, le varie suddivisioni del continuum artistico non sono incompatibili. È proprio in questo campo, a proposito dei rapporti tra le cose e le parole, che un lavoro appassionante può essere svolto. Poiché la teoria dell’effetto vita non è un’estetica, bensì un’estetica delle estetiche, ogni estetica storica presenta obbligatoriamente una dialettica del singolare dell’arte e del plurale del bello. Questa rubrica deve tentare di mostrare dove e come essa affiora, poiché è spesso nascosta nelle arti poetiche degli artisti. Una natura antropologica dei generi non esiste : essi sono soltanto delle invenzioni formali, oppure formali e tematiche ad un tempo, che hanno una certa stabilità nella storia. Al contrario, il fatto generico è planetario perché qualsiasi opera d’arte è costretta a fare scelte precise nel continuum delle sue possibilità. Di conseguenza, appare interessante avere una rubrica che situi i generi nell’ambito dell’effetto vita. Numerosi sono gli artisti che non desiderano teorizzare le loro prassi, come se temessero che la lucidità del loro « operare » riducesse la loro ispirazione. Eppure artisti assai celebri, come Geothe, Rodin, Kandinsky, Yen Yü, Ibn Qotaïba, o Zeami hanno tentato di capire le arti e le loro prassi. Questa rubrica auspica di offrire uno spazio al punto di vista dei creatori. Nel 1994, Jean-Pierre Changeux ha pubblicato un libro, Ragione e piacere, per mostrare che l’arte si definisce tramite la sovrimpressione del piacere e della ragione, il che costituisce una tesi prossima a quella dell’effetto vita. È giunto a tale risultato basandosi sulla conoscenza approfondita ch’egli ha del cervello e del suo funzionamento. Tuttavia, non avendo una conoscenza globale dell’arte, ma solo di una parte della pittura, ottenuta nell’ambito di un interesse personale, senz’altro egli non ha sufficientemente approfondito l’analisi. Occorre quindi aprire una rubrica dedicata al contributo delle neuroscienze. Inoltre, il sito vuole dare la possibilità ai ricercatori di pubblicare foglietti di emozione estetica che, nell’ambito della problematica dell’effetto vita, riferiscano le loro esperienze, e anche delle recensioni di opere relative alle arti. Tutti i contributi, si tratti di discussioni o di documenti, verranno sottoposti al comitato di lettura del Sito. Tutti gli articoli saranno pubblicati in lingua originaria e corredati da un abstract, in inglese o in francese. Una bibliografia riunisce i lavori della giovane scuola dell’effetto vita; infine, le citazioni tratte dal Sito dovranno indicare le referenze in modo completo. A mo’ di conclusione, qualche parola per risalire al livello più alto della ricerca scientifica. La maggiore originalità della teoria dell’effetto vita consiste senza dubbio nell’integrare nella sua ricerca il fenomeno soggettivo individuale della bellezza, ciò che è contrario alle prassi attuali, dominate dal modello delle scienze esatte « obiettive ». Ci sembra, anzi, che escludere l’intera scienza umana dal fenomeno arte « non sia » scientifico : d’accordo con il metodo degli invarianti, noi riteniamo, al contrario, che l’estetica abbia bisogno della collaborazione di tutti. Tale è la ragione profonda della creazione di questo Sito cooperativo. M.-M. Münch, per il Comitato di lettura del Forum Traduction Rosaria Iounes-Vona |
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| Marc-Mathieu Münch | |
| Dimanche, 16 Janvier 2011 | |
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